È il 1988 quando il Rolex Daytona viene rivoluzionato, nell’estetica e nella tecnica,con la ref 16520. Sul quadrante, oltre alle diciture Oyster Perpetual Cosmograph Daytona, troviamo anche l’indicazione Superlative Chronometer Officially Certified. La lunetta porta incisa la scala tachimetrica (200 unità/ora nella prima serie, 400 nella seconda come nel video), corona e pulsanti a vite e il quadrante, che conserva la scritta “Daytona” in rosso. Quest’ultimo , disponibile in due varianti: bianco e nero con i contatori a contrasto. Sarà prodotto nelle tre versioni acciaio, acciaio e oro e oro 18 carati. Con questa referenza il Daytona diventa per la prima volta un orologio automatico. Il movimento al suo interno è un calibro 4030, sulla base del calibro 400 El Primero Zenith, a cui vengono apportate circa 200 modifiche, estetiche e funzionali, praticamente il 50% del meccanismo. Fra queste modifiche vediamo la riduzione della velocità di oscillazione, da 36.000 a 28.800 alternanze , dadi di regolazione Microstella, spirale a curva Breguet, e l’inserimento di un modulo di carica automatica Perpetual . Con l’avvento del nuovo millennio viene introdotto il 116520. I cambiamenti visibili esteticamente riguarderanno una diversa disposizione di corona e pulsanti , una nuova simmetria nei contatori leggermente rialzati rispetto all’asse del gioco sfere ore e minuti, indici più spessi e più corti, un bracciale Oyster con maglia centrale lucida, fibbia con chiusura Oysterclasp rinnovata con Easylink e una nuova lega dell’acciaio: il 904L. Con al suo interno il calibro 4131, diventa il primo chronografo interamente realizzato da Rolex. Certificato COSC, oscillazione a 28.800 alternanze è dotato della nuova spirale Parachrom curvata Breguet, che garantirà una maggiore resistenza agli urti e ai campi magnetici.